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Un viaggio nel tempo

Seguendo la costa Jonica, un percorso tra archeologia, sacralità e modernità

Un viaggio nel tempo

In questo itinerario che va dall'estremo Sud verso Nord, seguendo la costa Jonica, si comincia da Pentedattilo. Il nome, di origine greca, significa "cinque dita" e descrive il paese come lo vedevano gli antichi: sovrastato da cinque punte di roccia, simili a una mano. Oggi le dita sono visibili solo in parte e l'antico paese è stato abbandonato dagli abitanti che sono scesi a valle, ma resta il fascino da "città fantasma" con i suoi vicoli, il vecchio castello, la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo e quella della Candelora.

Seguendo la Riviera dei Gelsomini, la tappa successiva è Brancaleone, famosa per la coltivazione di fiori e frutti da cui ricavare essenze profumate, come il gelsomino e il bergamotto. Imboccata la Statale 106, ci si sposta in direzione di Ardore Marina e Ardore Superiore, l'una vicina alla costa, l'altra arroccata sulla montagna in posizione panoramica. Interessante per il suo borgo dall'impianto medievale, Ardore Superiore merita una visita anche per scoprire le bellezze della Chiesa Madre e del Castello Feudale dei Gambacorta di Melicuccà.

Con la sosta successiva si fa un tuffo nell'antichità classica. La Magna Grecia mostra il suo splendore nella zona archeologica di Locri Epizephyrii, dove sono visibili i resti del ''Santuario di Marasà, del Tempio di Marafioti e del Teatro greco-romano''', portati alla luce grazie all'archeologo Paolo Orsi.

Di origine greca anche il nome di Gerace, che viene dalla parola "Jerax", che vuol dire sparviero. Gerace è il borgo più caratteristico della costa Jonica della Calabria. L'impianto del paese è medievale, ma numerose sono le testimonianze del passaggio di bizantini, arabi e normanni. Da non perdere la monumentale Cattedrale dell'Assunta e l'incantevole piazza San Francesco, su cui affacciano il Convento dei francescani con il suo portale gotico, la Chiesa bizantina di San Giovannello e la Chiesa barocca del Sacro Cuore di Gesù.

Alle pendici dell'Aspromonte, c'è Roccella Jonica, famosa per il suo Jazz Festival che ogni estate dà nuova vita al Castello Angioino dei Carafa. Roccella è anche meta di pellegrinaggi, per il vicino Santuario di Maria Santissima delle Grazie, costruito nel 1545.

Tornati sulla Statale 106, il viaggio prosegue fino a Monasterace Marina. In tempi antichi era conosciuta come Kaulon e le testimonianze magnogreche si possono ammirare nei resti della necropoli e del tempio dorico, ma anche nel Parco Archeologico Sottomarino, un'esperienza da non perdere per i sub esperti. A ridosso di Monasterace Marina, c'è il pittoresco borgo di Monasterace Superiore.

A Stilo, il paese che diede i natali al filosofo Tommaso Campanella, si trova uno dei più chiari segni del passaggio di asceti ed eremiti in queste terre. Alla ricerca di pace e tranquillità, gli anacoreti sceglievano le alture della Calabria per edificare luoghi di culto quasi inaccessibili, come la Cattolica. Gioiello bizantino, la Cattolica è caratteristica per la sua pianta a croce greca e il Cristo Pantocrate ancora visibile negli affreschi dell'anno Mille.

A Bivongi, l'archeologia classica diventa industriale. Nella miniera di Noceto, che risale al XVIII secolo e che fa parte del Ecomuseo delle Ferriere e Fonderie di Calabria, si può avere un'idea della produzione all'inizio della rivoluzione industriale. Poco lontano, Bagni di Guida con le sue acque alcaline sulfuree e le vicine Cascate del Marmarico, alte 120 metri. L'ultima tappa di questo viaggio è la Certosa di Serra San Bruno, affascinante esempio di monastero di clausura che solo da pochi anni ha aperto le porte anche alle donne.

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